POLONIA (1)

La partenza da Catania per Cracovia è comoda, alle 11.45 con altri 40’ di ritardo per fuggire un temporale (ricordatevelo) all’arrivo. Iniziamo bene, le previsioni non sono delle migliori. Su due siti, uno italiano e uno polacco si preannuncia una settimana piuttosto umida-bagnata. In effetti quando arriviamo il cielo è plumbeo, grandi pozzanghere, e campagne zuppe di acqua. Scoraggiati? Manco per niente. Per prima cosa scopro che il gruppo è costituito da sole 13 persone sui 114 imbarcati sul charter. 101, divisi su tre pullman hanno un itinerario incentrato sul Beato Giovanni Paolo II. Il mio gruppo, invece, pur avendo parte del tour in comune con loro, si discosta puntando verso il nord della Polonia. In hotel tiriamo fuori equipaggiamenti più appropriati al clima: ombrellini tascabili, giubbini primaverautunnali, scarpe a prova di pioggia –si spera- kwey, cappellino – estivo sob! per tenere a posto i miei quattro capelli superstiti - e via per un giro orientativo. La nostra accompagnatrice dal nome impronunciabile –più o meno Marggena- 1,72 metri di algida bellezza polacca, parla benissimo l’italiano. Solo termini appropriati, mai incertezze o incomprensioni. La “corriggeremo”, su suo invito, solo due volte, per degli accenti. Insomma, LEI ci porta insieme al nostro fedelissimo autista Pavel - 1300 km senza suonare il clacson - ed il suo – di lui stesso medesimo - 18 posti, in giro per il centro di Cracovia. Dopo avere cambiato i nostri euro in zloty €1=Zt 4, compro subito un panpepato intrecciato per la ridicola somma di 1,5 Zt. Sono quasi le 18 e tranne uno snack sul volo – salatini a prova di dentiera - ho già digerito tre volte la colazione delle 8. Qualche indicazione per l’appuntamento per rientrare in hotel per la cena e siamo liberi di esplorare una delle piazze più belle che abbia mai visto. La visita guidata è prevista per domani, sia per noi che per voi, quindi oggi niente spiegazioni – forse nemmeno domani. Dopo una cena senza infamia e senza lode in un Novotel senza infamia e senza lode, facciamo il bis di visita. Il gruppo si rivela subito affiatato ed esperto. D’altronde nessun viaggiatore sceglierebbe la Polonia come prima meta fuori Italia. Ma non ci vuole nessuna maestria particolare a girare da soli. Taxi al centro, taxi in hotel, facile no!. Le città di sera-illuminate acquistano sempre volumi e colori diversi, da non perdere. Fa freddo, strade e piazze sono deserte, strano. Invece capiremo che anche ai polacchi - che di giorno, ostinatamente, girano sotto l’ombrello in canotta, pantaloncini e infradito, anche se il sole è in vacanza perché la stagione non è ancora iniziata ma è già finita – con il freddo serale preferiscono stare a casa o nei locali al chiuso.

TOUR POLONIA (2)

Prima visita guidata fuori citta. Poco lontano a soli 14 km a sud-est di Cracovia, visitiamo la miniera di sale di Wieliczka - così si scrive, ma la pronuncia la lascio alla vostra libera interpretazione. 300 km di gallerie di cui noi ne percorreremo 6 a 135 metri di profondità. Si scende da una scala di legno che conta 56 pianerottoli - non vi gira la testa?. Temperatura costante tutto l’anno 14°, umidità Ø. La miniera e continuamente sfruttata da oltre 1000 anni e solo nell’ultimo decennio il turismo ha soppiantato l’estrazione del salgemma. Viene mantenuta solo l’estrazione del sale che venendo a contatto con acqua di faglia deve esse portato in superfice. Cosa ha di particolare questa miniera di salgemma? Per chi non soffre di claustrofobia, oltre ad un museo minerario da cui i “nostri” dovrebbero imparare qualcosa, si percorrono corridoi già in uso nel 1600, scale in legno abbarbicate alle pareti e tortuose tipo montagne russe (o meglio polacche) e soprattutto a vari livelli si aprono stupende sale nella quale i minatori si sono impegnati nei secoli a scolpire statue e bassorilievi in sale. Molti sono i gruppi scultorei (in polistirolo) raffiguranti il lavoro in miniera. La più grande sala è una vera e propria chiesa con messa domenicale – i fedeli prendono una scorciatoia- . Altare frontale e cappelle laterali con tanto di scala in legno che scende dall’alto, tutto in sale e sotto sale.. Unica nota stonata i lampadari in stile murano da teatro. A detta della guida mineraria per la mancanza di umidità ciascuno di noi in tre ore ha guadagnato 2 settimane di vita – li conterò alla fine - tant’è che all’interno esiste un sanatorio. Alla domanda quanto ne abbia guadagnato lei facendo quel lavoro ci risponde che alla sua morta vivrà almeno un altra vita – questo lo speriamo in tanti e senza miniera di sale. Risaliamo con un ascensore multi piattaforma stipati come sardine. A causa della poca luce, di grandi spazi e della mia fotocamera di poco costo, le foto sono appena distinguibili, mi dispiace per voi. Pranzo in ristorante di cui non ricordo niente. Pomeriggio appuntamento con la guida di Cracovia. Torniamo alla Piazza del Mercato di cui ieri avete visto la prospettiva per visitare la bellissima Chiesa di Santa Maria. Le foto, buonine, rendono scarso omaggio allo splendore del posto. Sono senza posa perché rubate – se non volete partecipare ad un reato siete avvertiti. Saliamo quindi il colle Wawel per visitare l’omonimo Castello Reale e la Cattedrale dei Santi Venceslao e Stanislao Vescovo. All’interno varie tombe di re e regine nonché della “Re” Santa Edvige del 1300. Saliamo sulla torre campanaria per toccare batacchi-portafortuna di grandi e medie campane. Su nostra richiesta visitiamo anche la Basilica dei Francescani segnalata per le belle e moderne vetrate. In una cappella laterale la copia della Sacra Sindone. A parte il cielo coperto Cracovia merita di stare alla stregua di altre capitali ben più famose. Pulizia meticolosa delle strade, ricostruzioni e restauri condivisibili, monumenti facilmente fruibili. Stanchi e soddisfatti della giornata stasera a nanna dopo cena. Domani solita alzataccia.